Verde Pubblico: mozione presentata

da | 19 Nov 2020

Verde pubblico nelle città, un bene comune da preservare

Premesso che: In linea con le tendenze politiche internazionali ed europee in materia di sviluppo sostenibile e di conservazione della biodiversità, l’Italia si è dotata nel 2013 di una legge apposita in materia di verde pubblico (si tratta della legge 14 gennaio 2013, n. 10, intitolata Norme per lo sviluppo degli spazi verdi urbani).
Al Comitato per lo Sviluppo del verde pubblico, istituito ai sensi dell’art. 3 della medesima legge, il parlamento ha intestato numerosi e delicati compiti: fra questi, quello di monitorare l’applicazione della nuova legge da parte delle amministrazioni più vicine al territorio, ovverosia i comuni, e promuoverne l’attuazione attraverso un continuo e attento supporto agli stessi, quali attori principali – nel disegno legislativo – del processo di definizione e orientamento delle politiche locali di sviluppo del verde-

Rilevato che: In coerenza con quanto disposto alla lettera b) – comma 2 – art. 3: “b) promuovere l’attività degli enti locali interessati al fine di individuare i percorsi progettuali e le opere necessarie a garantire l’attuazione delle disposizioni di cui alla lettera a)”, dal punto d) del medesimo comma: “d) verificare le azioni poste in essere dagli enti locali a garanzia della sicurezza delle alberate stradali e dei singoli alberi posti a dimora in giardini e aree pubbliche e promuovere tali attività per migliorare la tutela dei cittadini” e dal punto g) – comma 1 – art 6: “ g) alla creazione di percorsi formativi per il personale addetto alla manutenzione del verde, anche in collaborazione con gli istituti scolastici con indirizzo specifico ”
il Comitato si è impegnato, in un proficuo ed essenziale lavoro di confronto con ANCI, nella predisposizione delle presenti Linee Guida per la gestione del verde pubblico, cui seguiranno ulteriori comuni approfondimenti e/o integrazioni su temi più specifici.

Visto che: L’obiettivo, condiviso con la rappresentanza istituzionale delle amministrazioni comunali, è quello di corrispondere all’esigenza diffusa di disporre di indirizzi tecnici omogenei sul territorio nazionale a supporto delle politiche di governo del ricco e biodiverso patrimonio verde delle nostre città. Patrimonio che, e questo vale in special modo per la componente arborea, ha raggiunto in molti casi la maturità fisiologica: le alberate storiche dei nostri viali si trovano spesso in condizioni inadeguate rispetto alle esigenze biologiche e fisiologiche delle specie che le compongono, e mutate rispetto al momento della loro realizzazione. Con ciò che ne consegue anche in termini di sicurezza e incolumità dei centri urbani, nei quali è sempre più evidente che si giocherà una sfida cruciale, in punto di condizioni di vivibilità, da qui al 2050. Occorre mettere a punto, dunque, strumenti conoscitivi e decisionali capaci di rispondere in maniera efficace ed efficiente alle sollecitazioni poste dalle aree urbane in epoca di forti cambiamenti, non solo ambientali, ma anche sociali ed economici.

Verificato che: Dagli ultimi dati ISTAT disponibili (anno 2015) risulta che, nei 116 capoluoghi di provincia italiani, il Piano del verde è presente in meno di una città su 10, il regolamento del verde nel 44,8% dei casi, e il censimento del verde è realizzato da 3 città su 4. Dove una visione strategica in materia di verde urbano manca, si procede per interventi di “somma urgenza” per la messa in sicurezza dei siti, o impedendo l’accesso alle aree con piante pericolose, o addirittura eliminandole. Considerato che: Il valore del paesaggio in quanto tutelato dall’art. 9 della Costituzione della Repubblica Italiana e dalla legge 1497/39 e che il verde comunale si inserisce in questa norma di tutela anche in relazione alle sue diverse e importanti funzioni ambientali, urbanistiche e sociali, ma anche per il notevole ruolo di educazione naturalistica e di miglioramento della qualità urbana e periurbana. L’arboricoltura viene da tempo considerata come l’arte del verde pubblico e privato, dove viene rivalutata la figura del giardiniere, elevandolo ad un profilo professionale molto più tecnico e specializzato attraverso un approccio biologico e scientifico e paesaggistico.

Per quanto sopra in premessa si impegna il Sindaco e la Giunta:

A coinvolgere Ragazzi e Adolescenti, al fine di sensibilizzarli al tema ambientale, alla tutela e alla cura del verde pubblico rendendoli partecipi nella realizzazione di una ricognizione del patrimonio arboreo e di eventuali alberi monumentali presenti sul territorio, partendo da aree verdi ben delimitate quali parchi e zone del centro urbano di Cecina.

  • Ad adoperarsi per nuove piantumazioni, sostituzioni di alberi malati, riempimenti, abbattimenti, ed effettuazioni potature sostenibili nel rispetto della pianta.
  • Ad applicare completamente il Regolamento del Verde Pubblico e Privato – A compilare per ogni albero una o più schede di ispezione visiva (VTA) e di misurazioni strumentali nel corso del tempo, per avere un controllo preciso dello stato di salute di ogni pianta e programmare le lavorazioni.
  • Ad effettuare gare del verde verticale o affidamenti diretti redatti con l’aiuto di esperti del settore, con pianificazione degli interventi di manutenzione, calcolando i costi, gestendo le scadenze e rendicontando i lavori verificandone la buona esecuzione tramite controlli di qualità.

La consigliera del Movimento 5 Stelle Cecina
Maria Guglielmino

Mozione verde pubblico Prot. 37442 del 19.11.2020

Nessuno esce da solo da questa crisi

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Il Consiglio Comunale impegna il Sindaco e la Giunta, Ad aprire un tavolo di lavoro permanente condiviso con tutte le associazioni di categoria e la Camera di Commercio per individuare tutte le figure professionali e lavorative più ricercate sul territorio ed a pubblicizzarle attraverso tutti i canali ufficiali del Comune affinché si possano favorire lavoratori e aziende nell’incontro tra domanda e offerta del lavoro.

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