Porta a porta? Molto volentieri! E ora vi spiego perché è una questione di serietà.

A partire dal 2012, secondo il Testo unico ambientale del 2006, è previsto, a norma di legge, un volume di raccolta differenziata pari al 65% del complessivo rifiuti. La giurisprudenza della Corte dei Conti ha stabilito essere, il porta a porta, l’unico sistema in grado di garantirlo. A Cecina siamo attualmente al di sotto della soglia minima, pagando così una eco tassa spalmata in bolletta.

In effetti, la raccolta, per come è stata effettuata finora, lascia molto a desiderare. Il Comune ha degli strumenti precisi per orientare il lavoro di REA Servizi: si va dal Contratto di servizio fino al Piano tecnico finanziario annuale. In primo luogo, nel giro di pochi mesi, il PaP va esteso a tutta l’area cecinese, lasciando perdere inutili e gravose sperimentazioni pluriennali.

Altrettanto la raccolta deve essere agevolata di modo da ridurre i disagi sul territorio, anche quelli legati al turismo: creando vere isole ecologiche, zone di compostaggio di comunità e utilizzando la tecnologia, oggi economica, del riconoscimento del sacchetto mediante codice a barre a lettura RFID. A questi va aggiunto il supporto degli operatori ecologici, sia nei termini di un presidio delle aree di raccolta, sia monitorando la situazione di spiagge e pineta.

La raccolta non deve essere calata dall’alto ma tenere di conto di tutte le specifiche urbanistiche e orografiche del territorio. La raccolta va fatta in notturna, con mezzi leggeri e creando eco-stop laddove le strade non permettessero una conveniente esposizione.

L’obiettivo è, in due anni circa, di arrivare a un volume di differenziata dell’80%: le conseguenze sono un alleggerimento del traffico dai mezzi pesanti, un maggior decoro urbano e, infine, una sensibile riduzione del costo della tariffa.