Le opposizioni sono state concordi nel lasciare il Consiglio Comunale di Cecina, che si è tenuto lunedì 18 giugno, e far saltare il numero legale della seduta utile alla votazione del nuovo Presidente del Consiglio, dopo le dimissioni di Luigi Valori.

La motivazione alla base della protesta è una reazione ad un atteggiamento prevaricatore della maggioranza, che in nessuna delle riunioni istituzionali prima del Consiglio Comunale ci ha coinvolto nella scelta essenziale del candidato.

Comportamento, a nostro avviso, che non rende merito allo spirito democratico dell’istituzione e che dimostra un’arroganza politica che proprio non si addice ad una maggioranza PD risicatissima, che, dopo le dimissioni di Valori si trova nella difficile situazione di non avere il numero di consiglieri necessario a rendere valido il Consiglio Comunale. Il PD era sotto di due consiglieri necessari al numero legale e anche se la Vice presidente Rosanna Farinetti fosse rimasta in aula, il numero delle presenze non sarebbe stato sufficiente.

La nomina del nuovo Presidente del Consiglio compatta tutta l’opposizione nel fronteggiare il metodo con cui si è arrivati al nome di Nicola Imbroglia. Prova di forza nella scelta di un soggetto che sarebbe andato e andrà a rivestire il ruolo maggiore all’interno del Consiglio Comunale: incarico che detiene un valore fondamentale nel garantire il corretto funzionamento dell’istituzione, grazie al suo indispensabile ruolo neutrale o bipartisan, alla sua funzione super partes e autonoma, che deve essergli riconosciuta dalle opposizioni come dalla maggioranza, soprattutto considerata la fase delicata di dissesto dei ruoli politici in atto nel gruppo di maggioranza stesso.

Nome, quindi, che, sebbene spetti alla maggioranza, deve necessariamente in questa fase politica essere frutto di una condivisione di tutte le forze presenti in consiglio per la carenza organica della maggioranza che da sola rischia di non arrivare alla nomina del Presidente del Consiglio.

Una politica seria parte sempre dalla condivisione di idee e percorsi che riescano a tracciare punti comuni su cui interagire.

L’opposizione ha fatto tutto questo, convogliando, in un unico atto, ovvero l’abbandono del Consiglio Comunale, tutte le rimostranze verso una amministrazione che si è sempre mostrata indifferente ai percorsi politici; indifferente alle altrui istanze; superiore nelle posizioni e prevaricatrice negli atteggiamenti.